Mario Nicorelli Jr. Curatore d’arte e Macro Fotografo

Cresciuto tra l’arte del metallo e della luce, oggi unisco la tutela dell’heritage storico del Maestro Mario Nicorelli con la mia ricerca visiva contemporanea.

foto di mario jr nicorelli

Dall’Archivio Nicorelli alla fotografia digitale

Il mio percorso nasce all’interno dell’atelier di mio padre, il Maestro Mario Nicorelli, dove ho sviluppato fin da bambino un occhio critico e una profonda sensibilità per la materia, la forma e i comportamenti della luce. Questa eredità spirituale e tecnica non è rimasta solo un patrimonio da proteggere, ma è diventata la fondamenta su cui ho costruito la mia personale ricerca visiva, trasformandomi in un curatore d’arte e in un esploratore dell’immagine digitale contemporanea.

L’Evoluzione del Progetto Creativo: La Mia Storia

Gli Anni della Formazione

Trascorro gli anni della giovinezza a stretto contatto con la produzione artistica del Maestro Nicorelli. Assistendo alla nascita delle scomposizioni su rame e alla creazione di oli e incisioni, educo lo sguardo alla percezione dei colori mutevoli e alla cura del dettaglio. È in questo periodo che maturo la convinzione che l’arte non debba solo essere osservata, ma debba dialogare intimamente con lo spazio circostante

La Maturità Artistica e la Macro Fotografia

Sviluppo la mia indipendenza espressiva attraverso la Line Contemporary, concentrandomi sulla macro-fotografia artistica indagata in digitale. Scelgo l’acqua come elemento principale, catturandone i dettagli microscopici fino a renderli astratti e infiniti. Questo lavoro ottiene un forte riscontro internazionale, portando le mie opere fotografiche su community globali come Unsplash e Pexels, oltre a pubblicazioni e mostre.

Ideatore d’Atmosfere

Oggi fondo tutta l’esperienza accumulata e la metto a disposizione come Art Consultant. Il mio intuito e la mia sensibilità visiva al servizio di privati, architetti e interior designer con il fine di scegliere l’opera giusta. Il mio intento consiste nel selezionare e “cucire” l’opera d’arte perfetta (sia essa un pezzo storico del Maestro o una mia macro-fotografia o l’opera di terzi) addosso allo spazio e all’anima di chi vi abita, facilitando la scelta.

La Direzione dell’Archivio Ufficiale Mario Nicorelli

Accanto alla mia produzione contemporanea, gestisco e aggiorno l’Archivio Ufficiale dedicato a mio padre. Svolgo ricerche di catalogazione, aggiorno l’archivio documentale e rilascio le certificazioni di autenticità e le stime di mercato per i collezionisti che ne fanno richiesta. Il fine è di documentare e trasmettere ai posteri quanto più materiale possibile sulla vità e le opere dell’artista.

Se possiedi un’opera d’arte degli anni ’60-2008 o desideri approfondire lo studio accademico sulla scomposizione della luce su rame, visita la Biografia Ufficiale del Maestro Mario Nicorelli.

La mia idea sull’arte

Osservare un’opera d’arte prima di giudicarla

Credo che la capacità di osservare senza giudicare sia uno dei gesti più importanti che una persona possa offrire davanti a un’opera. Prima di imprigionarla dentro una definizione, provo a concederle qualche minuto di libertà: il tempo necessario perché sia lei a guidare lo sguardo, invece di essere subito chiusa dentro una spiegazione.
Quando mi trovo davanti a un’opera o a un’installazione, faccio una cosa semplice: la guardo senza chiedermi subito cosa rappresenti. Da bambini osservavamo il mondo senza filtri e senza pregiudizi. Non cercavamo sempre un significato nascosto. Vivevamo il momento per quello che era, lasciando alla creatività il compito di aprire nuove possibilità.

Lesi basi da cui partire

Siamo cresciuti, abbiamo studiato e abbiamo fatto nostri molti ragionamenti di chi ci ha preceduto. Abbiamo assimilato regole, spiegazioni e modelli. Questa crescita ci ha dato strumenti importanti, ma ci ha tolto qualcosa: la capacità di osservare senza pretendere subito una risposta.
Per questo sono convinto che, per incontrare davvero l’arte, dobbiamo recuperare almeno una parte di quello sguardo libero e innocente. Non significa rinunciare alla conoscenza, ma rimettere l’esperienza visiva al centro: prima guardare, poi comprendere, infine scegliere se dare un nome a ciò che abbiamo sentito.